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Emergenza climatica: l'agricoltura e l'inganno di OGM e NBT

 

Sabato 18 settembre 2021, dalle ore 9 alle ore 13.30,

TORINO 

200 organizzazioni firmano la seguente dichiarazione, anche ASCI aps

DICHIARAZIONE CONGIUNTA SULLA DEREGOLAMENTAZIONE DEI NUOVI OGM

 

Proteggere le piccole e medie aziende sementiere, gli agricoltori e dei settori bio e OGM free nell'Unione Europea

11 febbraio 2025

 

I Paesi europei stanno discutendo una nuova proposta di legge di ampia portata sugli organismi geneticamente modificati (OGM). Essa riguarda le colture e le piante selvatiche prodotte con nuove tecniche di modificazione genetica (NGT). Queste piante OGM sono conosciute anche come “nuovi OGM” o “OGM-NGT” e saranno per lo più coperti da brevetti, così come i “vecchi OGM”. La proposta aumenterà il controllo che una manciata di aziende esercita sugli agricoltori e limiterà la libertà di circolazione del materiale genetico per i selezionatori e gli agricoltori. Rappresenta una grave minaccia per l'attività dei piccoli e medi breeders e contadini europei e per i settori biologico e OGM-free. La proposta di regolamento esclude i nuovi OGM dall'attuale legislazione UE sugli OGM. In particolare, esclude la maggior parte di essi dai controlli di sicurezza, consentendone il rilascio deliberato in natura e la presenza nella catena alimentare senza alcuna valutazione dei rischi per l’ambiente o la salute umana. La proposta esclude inoltre che la maggior parte dei nuovi OGM venga monitorata dopo l'emissione, necessaria nel caso in cui si verifichino problemi per i consumatori o per l’ambiente che non sono stati rilevati durante la valutazione del rischio. Scienziati indipendenti e agenzie nazionali di Francia, Germania e Austria avvertono che i nuovi OGM potrebbero comportare rischi per la natura (ad esempio, interazioni modificate con gli impollinatori) e per la salute (ad esempio, allergenicità o tossicità). La proposta eliminerà anche la libertà di scelta per i produttori e i cittadini, perché la maggior parte dei nuovi OGM non sarà più rintracciabile ed etichettata nei prodotti alimentari. Questa deregolamentazione dei nuovi OGM avrà un impatto socioeconomico significativo su agricoltori, selezionatori e altri attori della filiera alimentare, ma non sarà considerata in una valutazione del rischio come dovrebbe. La deregolamentazione dei nuovi OGM causerà problemi a contadini e breeders, come spiegato nell'allegato sottostante. Questi problemi includono la biopirateria dovuta alla privatizzazione delle sementi, l'aumento del rischio di azioni legali da parte dell'industria tramite denunce per violazione dei brevetti, l’onere amministrativo dovuto all'incertezza giuridica (costante vigilanza legale per evitare denunce), l'aumento dei costi di produzione, il rischio di perdere la propria attività, la riduzione della varietà delle sementi - che invece è necessaria agli agricoltori per adattarsi agli effetti del cambiamento climatico - e l'aumento della vulnerabilità delle piante a parassiti e malattie. La proposta rappresenta inoltre una minaccia per i diritti esistenti degli agricoltori di conservare, utilizzare, riutilizzare e scambiare le proprie sementi e per i piccoli e medi selezionatori, e potrebbe anche violare i diritti degli agricoltori biologici e di quelli OGM-free. Le promesse di sostenibilità delle nuove piante geneticamente modificate sono ipotetiche, dato che nell'ultimo decennio pochissimi nuovi OGM hanno raggiunto il mercato. Tra questi, ci sono già esempi di fallimenti. Per quanto riguarda i benefici per la società, come l'adattamento ai cambiamenti climatici con una maggiore resistenza alla siccità, la ricerca è in corso da tempo su OGM vecchi e nuovi, ma finora senza successo. D'altra parte, la selezione effettuata dagli agricoltori nei loro campi e dai selezionatori di piccole e medie dimensioni offre già un adattamento a stress come la siccità (che si prevede aumenterà con il riscaldamento globale) e soluzioni adatte alle specifiche condizioni e sistemi agricoli locali. Ad esempio, i programmi di selezione biologica ad alta intensità di conoscenza offrono varietà innovative e di successo, con colture più resistenti, adattate ai principi e alle condizioni specifiche dell'agricoltura biologica. Un prodotto o un sistema di produzione non può essere dichiarato “sostenibile” solo sulla base di una determinata varietà vegetale o di un tratto (cioè una caratteristica della pianta). Inoltre, gran parte della ricerca in corso sugli OGM non è finalizzata a raggiungere la sostenibilità o a portare benefici alla società, ma è orientata al consumo o all'industria. Le organizzazioni firmatarie, che rappresentano gli agricoltori e i piccoli e medi breeders europei, il settore alimentare e la società civile, sono profondamente preoccupate per i tentativi di affrettare un accordo in seno al Consiglio e i negoziati tra il Consiglio e il Parlamento, alla luce dei rischi potenziali dei nuovi OGM per la salute umana e la natura e delle numerose questioni irrisolte sul tavolo. Ci riferiamo ai brevetti, ai metodi di identificazione e rilevamento, al prezzo delle sementi, alla loro diversità, alla coesistenza, agli impatti socioeconomici negativi e al rischio di un ulteriore controllo corporativo della filiera alimentare. Siamo molto preoccupati che le soluzioni proposte dal Parlamento europeo e dalle Presidenze del Consiglio belga e polacca sui brevetti non risolvano il problema. Chiediamo ai Paesi europei di proteggere i loro agricoltori e selezionatori, nonché i cittadini e l’ambiente. Tutti i nuovi OGM devono essere sottoposti a una valutazione dei rischi e a metodi di monitoraggio, identificazione e rilevamento, nonché a tracciabilità ed etichettatura lungo la filiera. I Paesi devono essere in grado di vietarne o limitarne la coltivazione sul proprio territorio. Chiediamo di fermare la deregolamentazione delle nuove piante geneticamente modificate.

                                                                                             ALLEGATO

 

EFFETTI DANNOSI CHE LA DEREGOLAMENTAZIONE DEI NUOVI OGM AVREBBE PER GLI AGRICOLTORI DELL'UE E I PICCOLI E MEDI SELEZIONATORI, PER I SETTORI BIOLOGICO E OGM-FREE, E PER LA FILIERA ALIMENTARE

 

1. Brevetti sul vivente che portano alla biopirateria.

 

2. Maggiore incertezza legale per i selezionatori e gli agricoltori e aumento del rischio di cause legali contro di loro, che metterebbero a repentaglio le loro attività.

 

3. Minaccia alla sostenibilità e all'esistenza dei settori economici biologico e OGMfree.

 

4. Aumento irreversibile della dipendenza degli agricoltori da poche aziende sementiere con un conseguente aumento previsto dei loro costi di produzione.

 

5. Minore diversità delle sementi adattate alle condizioni locali e ai cambiamenti climatici e rischi per la sicurezza alimentare.

 

6. Probabile aumento della vulnerabilità della filiera alimentare dell'UE.

 

1. BREVETTI SULLA VITA CHE PORTANO ALLA BIOPIRATERIA

Richiedere brevetti sugli organismi viventi pone gravi questioni etiche, poiché la vita non è un'invenzione umana. Inoltre, queste cosiddette "invenzioni" per cui si richiedono brevetti si basano spesso su materiale genetico già esistente, raccolto in natura o nei campi degli agricoltori senza il loro consenso libero e informato, né compensazione o condivisione dei benefici ottenuti commercializzando il brevetto. La legge europea consente alle aziende private di richiedere un brevetto sia sulle tecniche utilizzate per ottenere una pianta (ad esempio le nuove tecniche di editing genomico o NGT), sia sui prodotti vegetali e sulle informazioni genetiche derivanti dall’applicazione di queste tecniche. Ciò significa che i brevetti possono estendersi a tratti e materiale genetico presenti in piante ottenute tramite metodi di selezione convenzionali (non geneticamente modificati) o che già esistono in natura. In questo modo, le corporation privatizzano risorse genetiche che non appartengono loro (biopirateria), risorse che selezionatori e agricoltori possono ora utilizzare e riutilizzare a determinate condizioni. La pubblicazione obbligatoria dei metodi di rilevamento e identificazione dei nuovi OGM sono un modo essenziale per proteggere gli agricoltori contro questa estensione abusiva della portata dei brevetti, che altrimenti potrebbe diffondersi a causa della mancanza di trasparenza (vedi punto 2.3). I trattati internazionali (art. 9 dell’ITPGRFA e art. 19 e art. 21 di UNDROP) riconoscono il diritto degli agricoltori alle sementi, ossia il diritto di conservare, utilizzare, riutilizzare, scambiare e vendere le loro sementi. 1.1 False soluzioni Il Parlamento europeo e il Consiglio riconoscono l'importanza del problema dei brevetti, ma le soluzioni che propongono non risolveranno la questione. Secondo uno studio legale del dicembre 2024, la richiesta del Parlamento europeo di escludere le piante modificate tramite nuove tecnologie genetiche (NGT) dalla brevettabilità viola le disposizioni della Convenzione sul brevetto europeo (EPC). Vietare i brevetti sui nuovi OGM deve essere fatto modificando l'EPC, che coinvolge anche membri non appartenenti all'UE. Nel 2024, la presidenza belga del Consiglio ha presentato una proposta di compromesso, secondo cui i nuovi OGM possono beneficiare di una piena deregolamentazione in accordo con la proposta della Commissione (nessuna valutazione del rischio, monitoraggio, identificazione e rilevamento, tracciabilità o etichettatura) solo se non sono brevettati. Tuttavia, ciò potrebbe violare il principio di proporzionalità del diritto dell'UE. Nel gennaio 2025, la presidenza polacca ha avanzato una proposta rivista basata sul testo belga, ma anche questa non fornisce una soluzione. Si verrebbe comunque a determinare una maggiore concentrazione del settore sementiero nelle mani di poche grandi aziende. Questa concentrazione sarebbe dannosa per il comparto europeo dei piccoli e medi selezionatori, aumenterebbe la dipendenza degli agricoltori da queste aziende, aumenterebbe la vulnerabilità della nostra filiera alimentare e, probabilmente, porterebbe a una minore diversità di sementi adattate alle condizioni agricole locali e ai cambiamenti climatici (vedi punti 4, 5 e 6). Inoltre, per quanto riguarda le proposte delle presidenze belga e polacca, senza i necessari metodi di identificazione e rilevamento per tutti i nuovi OGM, non sarà possibile applicare la legge e prevenire le frodi. I metodi di rilevamento e identificazione sono fattibili secondo gli esperti (vedi punti 2.3 e 2.4).

 

2. MAGGIORE INCERTEZZA LEGALE PER I SELEZIONATORI E GLI AGRICOLTORI E AUMENTO DEL RISCHIO DI CAUSE LEGALI CONTRO DI LORO, METTENDO IN PERICOLO LE LORO ATTIVITÀ

2.1 Aziende sementiere L'Unione europea ospita un settore molto ricco e vivace, con circa 7.000 aziende di selezione e creazione varietale che impiegano circa 52.000 persone. I breeders europei possono ora utilizzare sementi e materiale riproduttivo ottenuto in modo convenzionale (ad esempio tuberi, talee, piantine), senza pagare royalties, grazie a un dispositivo legale noto come privilegio del selezionatore. Come risultato della biopirateria, una grande azienda sementiera che detiene un brevetto potrà portare i piccoli e medi breeders in tribunale, sostenendo che questi stanno utilizzando semi e materiale che le appartengono. I breeders che hanno investito tempo e denaro per sviluppare un nuovo seme o materiale riproduttivo potrebbero perdere tutto il loro lavoro. Le PMI sementiere potrebbero anche perdere l'accesso alle risorse genetiche di cui hanno bisogno per svolgere il loro mestiere. Con un accesso ridotto alla diversità biologica, sarà più difficile per loro sviluppare colture resistenti al clima e adattate localmente e ciò causerà una diminuzione dell'innovazione nell'Unione Europea. I selezionatori vedranno probabilmente aumentare i loro costi e il loro carico di lavoro, perché dovranno fare controlli approfonditi su quale materiale appartiene all'industria dei brevetti per evitare, per quanto possibile, problemi legali. Potrebbero anche non avere i mezzi per assumere un gestire le cause legali. Questo è già un problema per molti breeders, che devono affrontare il costoso e lungo compito di chiedere a un laboratorio di effettuare un sequenziamento del materiale genetico (DNA) di tutte le loro piante, per assicurarsi che un tratto brevettato non sia presente nelle loro varietà. 2.2 Agricoltori La biopirateria e le cause legali sono una minaccia anche per i piccoli e medi agricoltori, perché molti di loro si dedicano alla selezione delle piante in azienda - una selezione tradizionale di nuove varietà vegetali - e utilizzano le proprie sementi, ben adattate alle loro esigenze. In caso di cause legali, gli agricoltori potrebbero perdere il diritto di utilizzare e riutilizzare le proprie sementi. Questo aumenterebbe i loro costi di produzione, poiché non avrebbero altra scelta che acquistare semi OGM. Oltretutto, perderebbero l'accesso a sementi adatte alle loro pratiche e condizioni di coltivazione. Anche gli agricoltori biologici e quelli che non utilizzano OGM possono essere citati in giudizio se le loro colture sono accidentalmente contaminate da materiale geneticamente modificato (cfr. punto 3). 2.3 Nessun rilevamento e tracciabilità Se sarà approvata la proposta attuale, non ci sarà più l'obbligo di pubblicare i metodi per identificare e rilevare le nuove piante OGM e la maggior parte di esse non avrà tracciabilità, cioè non potrà essere rintracciata dopo l'emissione nei terreni agricoli o in ambiente. L'assenza di tracciabilità significa che per i selezionatori e gli agricoltori diventerà più difficile, se non impossibile, sapere da dove proviene il materiale che utilizzano e quindi assicurarsi che non sia brevettato. Senza la tracciabilità e i metodi di rilevamento e identificazione, sarà impossibile per gli agricoltori e gli allevatori dimostrare, in caso di azione legale, che il materiale che utilizzano non è brevettato. Gli agricoltori non hanno i mezzi tecnici per effettuare il sequenziamento del materiale genetico (DNA) delle loro sementi, necessario per dimostrare che queste sono state ottenute attraverso la riproduzione convenzionale e non attraverso la modificazione genetica, per questo motivo hanno bisogno di metodi di identificazione e rilevamento. Se si troveranno implicati in una procedura di contraffazione, sarà impossibile per gli agricoltori dimostrare di non aver utilizzato materiale brevettato in caso di contaminazione o privatizzazione delle loro sementi. Si avrebbe così un’inversione dell'onere della prova, che normalmente dovrebbe ricadere sul proprietario del prodotto brevettato che ha causato il danno. Le sementi e i raccolti degli agricoltori possono essere sequestrati durante la durata della causa e possono essere distrutti in caso di condanna. Per molti agricoltori e piccoli breeders si tratterebbe di un danno economico dal quale potrebbero non essere in grado di riprendersi. A lungo termine, gli agricoltori potrebbero non avere altra scelta che acquistare ogni anno sementi geneticamente modificate brevettate, per evitare potenziali cause. La nuova proposta di deregolamentazione degli OGM, dunque, consente alle aziende private con notevoli risorse economiche di essere esonerate dalla responsabilità per i danni che i loro prodotti potrebbero causare alla salute o all'ambiente. Questa responsabilità ricadrà invece sugli agricoltori e gli allevatori europei, che non potranno dimostrare di non essere la causa di tali danni e saranno costretti perfino a risarcire le imprese, mentre le loro colture e i prodotti derivati potranno essere distrutti. 2.4 False soluzioni Nella legislazione vigente sugli OGM, il proprietario della pianta GM è obbligato a pubblicare il metodo di rilevamento e tutti gli OGM sono soggetti a tracciabilità. La nuova proposta legislativa sugli OGM e la proposta di compromesso della Presidenza polacca, attualmente in discussione tra i Paesi europei per raggiungere un accordo politico sul testo, si basano sull'idea contestata che i nuovi OGM non possano essere rilevati e identificati, perché non esisterebbero tecniche per farlo. Eppure, due programmi di ricerca finanziati dall'UE, Darwin e Detective, stanno lavorando proprio per stabilire metodi di identificazione e rilevamento dei nuovi OGM. Con la sua proposta legislativa la Commissione mette il carro davanti ai buoi, mentre sarebbe logico attendere i risultati di questi progetti di ricerca.

 

3 MINACCIA ALLA VITALITÀ E ALL'ESISTENZA DEL SETTORE BIOLOGICO E OGM FREE

La proposta di regolamento non fornisce una chiara base giuridica e strumenti pratici per la protezione degli agricoltori e delle aziende sementiere biologici e OGM-free dalla contaminazione delle colture da parte di nuovi OGM. Questo perché non è prevista una tracciabilità e una base giuridica che permetta agli Stati membri di adottare misure di coesistenza per consentire agli agricoltori biologici e OGM-free di continuare la loro attività, e gli Stati membri non potranno vietare o limitare la coltivazione sul loro territorio della maggior parte dei nuovi OGM. La proposta potrebbe violare i diritti fondamentali degli agricoltori biologici alla proprietà e alla libertà d'impresa. Mettendo a repentaglio la vitalità del settore europeo dell'agricoltura biologica, la proposta è in contraddizione con l'obiettivo della Commissione europea di raggiungere il 25% della superficie agricola coltivata a biologico entro il 2030, al fine di facilitare la trasformazione verso un sistema alimentare sostenibile nell'UE. In base alla legislazione vigente sugli OGM, i Paesi possono definire misure di coesistenza a livello nazionale. Queste prevedono il diritto legale degli Stati membri di elaborare determinate misure pratiche per prevenire la contaminazione da OGM. Queste misure, che possono anche essere specifiche per coltura e geografia (come le misure di distanziamento), vanno a vantaggio sia degli agricoltori che producono OGM sia di quelli che non producono OGM, perché riducono il rischio di contaminazione e i costi economici ad essa associati, nonché i rischi di controversie tra gli agricoltori. La legislazione vigente in materia di OGM prevede anche la possibilità di vietare e limitare la coltivazione di OGM sul proprio territorio, come già fanno 18 Paesi e regioni d'Europa. Questa misura consente agli Stati di proteggersi dalla contaminazione e di decidere sull'uso dei propri terreni e sullo sviluppo delle proprie politiche agricole. Inoltre, in assenza di misure nazionali di coesistenza, gli agricoltori biologici e privi di OGM, le aziende sementiere e gli operatori della catena alimentare potranno subire una maggiore contaminazione e dovranno sostenere i costi di “pulizia” delle loro colture e dei loro prodotti, pur non essendone responsabili. Nel 2014, la stima delle perdite economiche direttamente attribuite ai problemi causati dall'agricoltura OGM è arrivata a 14.756 euro per agricoltore biologico. La mancanza di tracciabilità rende inoltre difficile per gli agricoltori biologici e OGM-free, per i trasformatori e i rivenditori, garantire che i loro prodotti siano privi di OGM e assicurare la coesistenza lungo la catena alimentare, da operatore a operatore. L'assenza di OGM è una pietra angolare del loro modello di business, che sarà seriamente compromesso se diventerà impossibile garantirne l'assenza.

 

4 AUMENTO IRREVERSIBILE DELLA DIPENDENZA DEGLI AGRICOLTORI DA POCHE AZIENDE SEMENTIERE, CON UN AUMENTO PREVISTO DEI LORO COSTI DI PRODUZIONE

Le piccole e medie aziende agricole stanno lottando contro i bassi prezzi pagati per i loro prodotti e stanno fallendo. La nuova proposta sugli OGM rischia di rendere ancora più difficile la loro posizione nella filiera alimentare, perché probabilmente porterà a un aumento significativo del prezzo delle sementi. Tra il 1990 e il 2020, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), i prezzi delle sementi con caratteri geneticamente modificati sono aumentati del 463%, rispetto a un aumento dei prezzi delle sementi non OGM di circa il 120%. La nuova deregolamentazione degli OGM probabilmente intensificherà la concentrazione dell'industria delle sementi nell'UE. Oggi, solo quattro aziende controllano oltre il 60% del mercato delle sementi a livello mondiale: Bayer-Monsanto, Corteva, ChemChina-Syngenta e BASF. Queste poche aziende dominanti saranno quindi in grado di esercitare un maggiore potere sulle scelte produttive degli agricoltori. A causa della biopirateria e delle cause legali, queste aziende aumenteranno anche il loro potere sui contadini che ora possono usare e riutilizzare le loro sementi. La minore autonomia significherà che i produttori europei diventeranno più vulnerabili alle fluttuazioni globali dei prezzi delle sementi.

 

5 MINORE DIVERSITÀ DELLE SEMENTI ADATTATE ALLE CONDIZIONI LOCALI E AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E RISCHI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE

La nuova proposta sugli OGM porterà probabilmente a una minore diversità delle sementi. Le grandi aziende sementiere si concentreranno sulla commercializzazione di poche varietà industriali, mentre la biopirateria e le cause legali renderanno più difficile, per i molti agricoltori che rinnovano costantemente l'agrobiodiversità attraverso la riproduzione, il riutilizzo e lo scambio delle proprie sementi e per le molte PMI sementiere, continuare a sviluppare un gran numero di varietà adatte alle diverse condizioni di coltivazione e ai cambiamenti climatici. In Europa abbiamo bisogno di una diversità genetica che si adatti ai paesaggi rurali e a condizioni climatiche differenti. Una minore diversità, dovuta a una maggiore uniformità genetica, renderebbe l'agricoltura europea più vulnerabile a parassiti e malattie e a eventi climatici estremi. La concentrazione delle risorse genetiche nelle mani di poche grandi aziende sementiere e la conseguente riduzione dell'agrobiodiversità è incompatibile con la sovranità alimentare (che comprende il diritto dei popoli a definire i propri sistemi alimentari) e rischia di rappresentare una minaccia per la sicurezza alimentare globale. Le varietà tradizionali degli agricoltori e le cosiddette “landraces” (specie adattate localmente al loro ambiente), come anche le diverse sementi attualmente sviluppate dai selezionatori europei di piccole e medie dimensioni, sono più resilienti di quelle con scarsa diversità genetica.

 

6 PROBABILE AUMENTO DI VULNERABILITA’ DELLA FILIERA ALIMENTARE EUROPEA I mercati globali delle materie prime e le catene di approvvigionamento controllate dalle multinazionali sono stati scossi negli ultimi tre anni (pandemia di Covid, guerra in Ucraina). La carenza di fertilizzanti, la volatilità e l'impennata dei prezzi degli alimenti, la perdita dei raccolti e gli scaffali vuoti sono diventati la nuova normalità. Possiamo aspettarci altri shock in futuro, ed è per questo che è essenziale rendere la nostra catena alimentare più resistente. La nuova proposta sugli OGM aumenterà ulteriormente il controllo della nostra catena alimentare da parte delle multinazionali, e le filiere gestite dalle grandi aziende sono più concentrate e possono essere molto sensibili agli shock. La nuova deregolamentazione degli OGM rischia quindi di aumentare la vulnerabilità della nostra filiera, con conseguenze negative sia per gli agricoltori che per i consumatori.

 

PROPONENTI Greenpeace Centro Internazionale Crocevia European Coordination Via Campesina IFOAM Organics Europe Nordic Maize Breeding POLLINIS

 

ADERENTI ORGANIZZAZIONI EUROPEE ED INTERNAZIONALI Corporate Europe Observatory Biodynamic Federation Demeter International EuroCoop European Consortium for Organic Plant Breeding (ECO–PB) Friends of the Earth Europe (FoEE) Navdanya International Slow Food

 

ORGANIZZAZIONI NAZIONALI Breeders Allkorn Apfel:gut e.V. Bingenheimer Saatgut AG BioSaat GmbH Bloem en Oogst Dachverband oekologische Pflanzenzüchtung in Deutschland e.V. De Beersche Hoeve De Bolster De Zaderij EURGANIC (Dr. Benedikt Haug) FONDAZIONE SEMINARE IL FUTURO Forschung & Züchtung Dottenfelderhof Fund for crop development (FKE) Initiative for GE–free seeds and breeding Keyserlingk–Institut KLEINeFARM KVANN Norwegian Seed Saver MoravoSeed Slovakia s.r.o. Ökologische Tierzucht gGmbH Rete Semi Rurali ETS Sativa Rheinau AG Seed Shepherd Sito Seeds Stichting Zaadgoed Vitale Rassen Vivaio il Ruscello Agricoltori AGRIKA s.r.o Agrodružstvo Tuchyna AIAB AltragricolturaBio Arbeitsgemeinschaft bäuerliche Landwirtschaft (AbL) e.V. Asociácia vcelárov Slovenska Association of Croatian Family Farms Associazione per l’Agricoltura Biodinamica Associazione per l’agricoltura biodinamica Bolzano–Trento Associazione Rurale Italiana Associazione Solidarietà Campagna Italiana (ASCI) Associazione Veneta Produttori Biologici e Biodinamici (AVeProBi) Bio Austria BioForum Biohuis Bioland e.V. Bioland Südtirol Boerenforum Brova, spol. s r.o. Caring Farmers Confédération Paysanne Consorzio della Quarantina Demeter Associazione Italia Demeter CS Demeter Germany Eco–Farm Nitra s.r.o. EHNE Bizkaia ETXALDE Nekazaritza Iraunkorra FARMARIA s.r.o. Federatie van Agro–ecologische Boeren Fédération Nationale d’Agriculture Biologique (FNAB) Fédération Nature & Progrès Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica (FederBio) Finnish Organic Producer’s Alliance (FOPA) Foreningen for Biodynamisk Jordbrug Foundation Demeter GemerProdukt Valice, OVD Hrvatski savez udruga ekoloških proizvodaca Interessengemeinschaft Nachbau Junges Bioland e.V. La Ruda Norsk Bonde – og Småbrukarlag (The Norwegian Farmer and Smallholder Association) Northern Greece Organic Farmers Association PPD Komjatice Samengreisslerei SEMA HŠ s.r.o. Union des Agriculteurs·rices Bio de Wallonie (UNAB) Vlaams Agrarisch Centrum Operatori della trasformazione e distribuzione AssoBio Biotatry H&B BS Profi s.r.o. Bulgarian Organic Foods Ltd Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft Bundesverband Naturkost Naturwaren (BNN) e. V. Createc msc s.r.o. EcorNaturaSì Ekoplaza Framipek s.r.o Københavns Fødevarefællesskab Mäspoma spol. s.r.o NaNa Bio BV Odin Foodcoop Open Farm Rapunzel Naturkost GmbH SYNABIO Zeleninársko potravinárske družstvo (ZPD) Zväzu výrobcov krmív, skladovatel’ov a obchodných spolocností Organizzazioni della società civile Aegilops Agrárna komora Slovenska Amis de la Terre (FoE France) Arche Noah Arci Nazionale Asociación Vida Sana Asociatia Mai bine Association Quinta das Aguias Associazione Verdi Ambiente e Società Aucs Aps Banya–Tanya Alapítvány Beyond GM Bioacademy Bioconsom’acteurs Biologisk–dynamisk Forening Norge Biovrt – u skladu s prirodom Bond Beter Leefmilieu Broederlijk Delen Bulgarian Organic Products Association CELL Centre of Environmental Activities Centrum pre trvaloudržateL’né alternatívy (CEPTA) Coalition Living Earth Collectif Objectif Zéro OGM (OZO) Dachverband für Natur– und Umweltschutz De Landgenoten De Natuur en Milieufederaties Deafal ONG Det Fælles Bedste Druživa, o.z. Égalité EKOTREND Slovakia – Zväz ekologického pol’nohospodárstva Erde & Saat Fairwatch Federazione Nazionale Pro Natura Fondacija Alica Foundation AgriNatura for Agricutural Biodiversity (Fundacja AgriNatura) Foundation for Environment and Agriculture Foundation for Organic Agriculture BIOSELENA France Nature Environnement (FNE) Friends of the Earth (SPZ) Fundación Savia por el Compromiso y los Valores Fundacja Strefa Zieleni Fundacja Zielone swiatło (Green Light Foundation) Générations Futures GM Freeze GMWatch Grøn Hverdag Groupe International d’Études Transdisciplinaires (GIET) IG Lebendige Vielfalt Iniciatíva My sme les ISDE, Associazione Medici per l’Ambiente Legambiente Mediterranean Institute for Nature and Anthropos (MedINA) Miljøbevægelsen NOAH Natagora Natur og Ungdom Nature et Progrès Naturvernforbundet/Norwegian Society for the Conservation of Nature Obcianska iniciatíva Slovensko bez GMO OGM dangers Økologisk Norge Organic Agriculture Association OZ Vidiecky parlament na Slovensku Pesticide Action Network Netherlands Polish Ecological Club Save Our Seeds Schola Campesina Aps Seeds4All Slovenský zväz záhradkárov Republikový výbor o. z. Slow Food Italia Slow Food Luxembourg Slow Food Pressburg Sociedad Española De Agricultura Ecológica Y Agroecología (SEAE) Solidagro Społeczny Instytut Ekologiczny (Social Ecological Institute) Terra Nuova Terra! The Development Fund The Norwegian Society of Rural Women Vidiecka Platforma VigilanceOG2M Voedsel Anders ZMAG Zophoros Zukunftsstiftung Landwirtschaft Altre AgroCert s.r.o. Agroecological Network of Greece (Agroecology Greece) Asociación ECOVALIA Bio Garancia Kft Biodistretto della Via Amerina e delle Forre Coordinamento Zero OGM Dachverband Kulturpflanzzen – und Nutztiervielfalt e.V. European Consumers APS Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB) Gino Girolomoni Cooperativa Agricola ÖMKi, Hungarian Research Institute of Organic Agriculture Pour une Écologie Populaire et Sociale (PEPS) Réseau Semences Paysannes RIES Rete Italiana Economia Solidale Robin Food Coalition Sindicato Andaluz de Trabajadores Movi mento Consumatori

Torino 4 febbraio 2025_Comunicato sull’ Incontro pubblico a più voci sui Nuovi OGM: Quale futuro per l’agricoltura? Quali opposizioni?_Domenica 2 febbraio 2025, durante la XIII edizione di Una Babele di Semi, si è tenuto l’ Incontro pubblico a più voci sui Nuovi OGM: Quale futuro per l’agricoltura? Quali opposizioni? da cui è scaturito un dibattito, a cui hanno partecipato circa 90 persone, indirizzato a valorizzare un agire comune e dare slancio al movimento di opposizione alla manipolazione genetica in agricoltura. Questo esito fa seguito ai quattro recenti incontri che si sono tenuti in Piemonte (a Canelli, Alessandria, Università di Torino e Monteu Da Po) sul tema dei nuovi OGM/NGT (New Genomic Techniques – Nuove Tecniche Genomiche) o TEA (tecniche di evoluzione assistita). Durante il confronto è emersa la volontà di contrastare l’oscurantismo mediatico informando le persone, a partire dalle realtà già impegnate nella realizzazione di una società più libera e in equilibrio con gli altri viventi, di quanto sta avvenendo a livello normativo europeo, con il tentativo di deregolamentare i NUOVI OGM, e nazionale, con l’introduzione di sperimentazioni in campo aperto e con il recente allineamento di alcune associazioni di categoria e di parte del mondo delle cooperative. Dal momento che il testo del nuovo regolamento ammette già in partenza la conformità della “presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di NGT nella produzione biologica” (art. 5 paragrafo 3 bis), è bene dire forte e chiaro che lo sbandierato percorso di transizione dei sistemi alimentari europei verso l'agricoltura biologica pari al 25% entro il 2030 del Green Deal assume un significato del tutto nuovo. Si conferma l’urgenza di ribaltare la distorsione che vede la modifica e il controllo del vivente, nelle sue dimensioni più profonde, come La soluzione per “rendere più verde la nostra produzione agricola” e “resiliente al cambiamento climatico”, in aggiunta alle già note false promesse di far bene alla biodiversità, alla fame nel mondo e alla produttività dei vecchi OGM. Si concorda nel riconoscere che il discorso non cambia rispetto al passato poiché sia nuove che vecchie tecniche sono da ascriversi a un approccio riduzionista e non sistemico alla scienza e la pretesa di scientificità dietro cui si nascondono è squalificata dalla bassa qualità della loro ricerca, svenduta al capitale. Dati i recenti preoccupanti segnali contenuti nel “Manifesto per la promozione delle TEA per il sostegno del Made in Italy” e visto lo stato di avanzamento dei negoziati fra il Parlamento europeo e gli Stati membri, richiamiamo la vostra partecipazione alla resistenza di contadini e cittadini ai “nuovi” organismi geneticamente modificati pronti a invadere l’Europa. Sbarriamo fin da subito la strada alla privatizzazione del cibo e all’agricoltura da laboratorio. Non è chiamando le cose con altri nomi - da OGM a TEA - che i ben noti privatizzatori delle sementi e difensori dei brevetti sul vivente smetteranno di essere i primi nemici dell’agricoltura contadina, dell’agroecologia. Invitiamo dunque tutte le realtà che hanno a cuore l’ agroecologia e l’ autoderminazione alimentare ad attivarsi nella settimana di mobilitazione nazionale decentrata contro tutti gli OGM/TEA che avrà luogo dal 17 al 23 febbraio lanciata da Cambiare il Campo. Segnaliamo inoltre: - l’appello di contadini e vignaioli realizzato a "La Terra Trema" e pubblicato il 15 gennaio; - la proposta di delibera indirizzata ai Comuni, Reperibile sui siti dell’ Associazione Rurale Italiana e Centro internazionale Crocevia e Cambiare il campo, per dichiarare il territorio "libero da nuovi OGM".

L'affaire Nuovi OGM e le risposte da dare - Domenica  2 febbraio 2025 -Cascina Roccafranca - Torino

Di Nuovi OGM abbiamo cominciato parlarne, dopo un breve periodo dall' accantonamento degli OGM (organismi geneticamente modificati), all' interno dell' arcipelago delle realtà legate all' agricoltura contadina. La sordina informativa voluta, tentata ed abbastanza riuscita, dal mondo scientifico interessato a queste tecniche ma soprattutto da quello affaristico che spinge verso una ricerca sempre più disinvolta, ben finanziata ed in pieno campo, naturalmente non è stato un caso. E' una scelta strategica ben ponderata: come tutte le volte che il capitale si prepara ad un salto di qualità, prima di tutto è impegnato a piazzare le sue pedine nei posti e con le modalità che contano: l'affaire Nuovi OGM è nel pieno del suo dispiegarsi e non ci sono segnali che vanno nella direzione opposta, anzi il lungo elenco delle varietà vegetali che gli enti di ricerca (soprattutto il CREA) stanno inviando al Ministero dell' ambiente per ottenere a fini scientifici la possibilità di coltivazioni in pieno campo, lo dimostra. 

Dunque le NBT, new breeding technique, dette anche TEA, tecniche di evoluzione assistita, stanno per sbarcare nel Belpaese, con tutto le nefaste implicazioni di natura agronomica e salutistica, a partire dal problema della contaminazione delle altre coltivazioni e delle altre semenze, al tentativo di nascondere la tracciabilità nel cibo. Ma non solo. Parliamo anche di controllo del vivente nelle sue dimensioni più profonde. 

Per questi motivi e per confrontarci su quali risposte dare, abbiamo deciso, dopo le iniziative su  questo tema di settembre 2024, di dedicare il Laboratorio dei Saperi, all'  interno di Una Babele di Semi 2025, XIII edizione, al grosso ed immediato problema causato dalla ricerca sui Nuovi OGM e vi invitiamo a partecipare il 2 febbraio 2025 presso la Cascina Roccafranca a Torino all' 

Incontro pubblico a più voci sui Nuovi OGM: Quale futuro per l’agricoltura? Quali opposizioni?

E' un incontro organizzato e moderato da ASCI cui parteciperanno come relatori:

 

 >  Luca Colombo, FIRAB; 

 > Francesco Paniè, Crocevia;

 > Roberto Schellino, circolo ARCI Rosa Luxemburg;

 > Paolo Maria Cabiati, ASCI;

 > Gabriele Barrocu, ARI;  

 > Giuseppe Desantis, Rete Semi Rurali.

Presentazione del libro  

 

- venerdì 20 settembre 2024> Cuneo c/o Libreria indipendente L'Acciuga, via Dronero 1, ore 18  presentazione del libro con Francesco Paniè, segue momento conviviale

- sabato 21 settembre 2024> Grugliasco (TO) c/o Panificio PerinoVesco, Via Don Borio 18, 

ore 16: laboratorio: grani tradizionali o grani moderni, farine a confronto a cura di Andrea Perino;

ore 18 presentazione del libro con Francesco Paniè, segue momento conviviale

 

Organizza ASCI e Circolo Rosa Luxemburg 

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Emergenza climatica: l'agricoltura e l'inganno di OGM e NBT

 

Sabato 18 settembre 2021, dalle ore 9 alle ore 13.30,

TORINO 

La notizia del 14 agosto di quest'anno della pioggia sul punto più alto della Groenlandia, a oltre 3000m s.l.m, mai registrata prima, dà la misura in termini scientifici ma anche comunicativi di quanto siamo in piena emergenza climatica. L’innalzamento del livello dei mari, le emissioni di gas serra e l’aumento medio delle temperature, uragani (Ida), periodi di siccità e inondazioni anche in regioni non usuali a questo tipo di avversità, sono tutti segnali drammatici di cui talvolta avvertiamo le conseguenze dirette anche in alcune attività quotidiane, in particolare quelle che hanno un legame diretto con l'ambiente, come l'agricoltura.  

Quali sono dunque le implicazioni in agricoltura, nell'immediato ma anche nel prossimo medio periodo, del cambiamento climatico in atto? Quanto l'agricoltura, in particolare quella convenzionale, a base di chimica di sintesi, di lavorazioni continue e pesanti del terreno, di modalità intensive e di semi ultra selezionati se non addirittura ogm, quanto questa agricoltura influisce negativamente nel rompere gli equilibri ambientali?

Quali sono le risposte messe in campo dai sistemi legati all'agricoltura estensiva e quali dalle realtà contadine?  Le multinazionali dei semi lavorano a tempo pieno per presentare gli ogm/nbt come la soluzione ma continuano a trovare una resistenza diffusa nei territori.

Per aggiornarci sui temi sopra esposti e per condividere iniziative di opposizione agli ogm/nbt vi invitiamo all'incontro 

EMERGENZA CLIMATICA: L'AGRICOLTURA E L'INGANNO DEGLI OGM E NBT                                                                              

  v i a N o r b e r t o R o s a 1 3 a - T O R I N O

I N T E R V E R R A N N O:

     SALVATORE CECCARELLI Solo la Biodiversità potrà salvarci

     LUCA COLOMBO  Cambiamenti climatici e agricoltura

     ASCI Luca Ferrero Pratiche contadine su soia non OGM: il progetto COPASUDI

     AIAB  Vincenzo Vizioli Quale ricerca per l’agricoltura biologica

     CONS. DELLA QUARANTINA Fabrizio Bottari RUBRA SPES: come creare nuove varietà locali di patate

     RETE SEMI RURALI  Alice Pasin

PAG IN aggiornameNTO

locandino 18/9/2021

Segnaliamo la necessità di attenersi a tutte le misure stabilite nel rispetto della normativa in materia di prevenzione per la gestione del contagio COVID-19, ED IN PARTICOLARE a quanto disposto dall’art. 3 del D.L.

n. 105 del 23 luglio 2021 in merito al possesso delle certificazioni verdi Covid-19.

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Per tutti coloro impossibilitati a partecipare di persona, sarà possibile seguire l'incontro anche qui in diretta streaming

mappa

documentazione

documentazione

lettera di S.Ceccarelli e S.Grando

Per iscrizioni, per comunicazioni o per ulteriori informazioni sull'associazione e sulle sue iniziative, non esitare a contattarci

Se ti piace il nostro lavoro e vuoi contribuire anche tu, ci sono diversi modi per aiutarci a portare avanti i nostri progetti

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