Informiamo su un progetto a cui partecipano alcuni soci e sostenitori ASCI   

co.p.a.s.u.di.

COOPERAZIONE di PICCOLE AZIENDE per SOIA ad UTILIZZO DIRETTO

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FEASR Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali. Programma di sviluppo rurale 2014-2020 - Misura 16 - Tipo di Intervento 16.1.1

Presentazione del progetto COPASUDI - 16 MARZO 2021

COPASUDI, un progetto su pratiche e su innovazioni per l’agricoltura contadina e la biodiversità agricola; cooperazione, soia, agroecologia e trazione animale

Il progetto di cooperazione tra piccole aziende agricole sulla soia ad utilizzo diretto (CO.P.A.S.U.DI.) è finalizzato principalmente a ridurre i costi delle aziende zootecniche, migliorare la qualità dei beni in uso e la redditività delle piccole aziende agricole attraverso la produzione e gestione in azienda di una popolazione di soia a basso fattore antinutrizionale. 

Il progetto COPASUDI partito a fine 2020 e di durata triennale, vede direttamente protagoniste le aziende agricole L'Altromercato, La Tadea, Savarino Gianfranco, Melano Emanuele, la Società Agricola La Gallinella, RSR, Università di Udine e l' Istituto Agrario di Lombriasco; punta alla valorizzazione della soia soprattutto in ambito zootecnico, ma anche di pratiche agroecologiche a basso input come la trazione animale.

COPASUDI è un progetto inserito a finanziamento nel PSR (Piano di Sviluppo Rurale) in Piemonte nella misura 16.1.1. e nei fatti nasce dall' esigenza di piccole realtà zootecniche e di realtà rurali, con piccoli allevamenti familiari, ad esempio di avicoli.

L'obiettivo generale del progetto è l’adozione, mediante produzione, trasformazione ed uso, di una popolazione eterogenea evolutiva di soia caratterizzata dalla presenza di bassi fattori antinutrizionali, in regime biologico o a bassi input in ambito zootecnico.

Il processo vuole contribuire ad innovare le pratiche di gestione delle sementi tra le aziende, delle tecniche agronomiche e dei preparati mangimistici delle aziende agricole familiari e zootecniche. Gli obiettivi specifici sono:

• ridurre l'approvvigionamento esterno aziendale di proteine vegetali per la razione alimentare mediante la produzione aziendale di granella di soia direttamente utilizzabile dagli animali;

• diversificare la produzione agricola delle aziende appartenenti al Gruppo Operativo, inserendo una specie proteica a duplice valenza: agronomica (nelle rotazioni) e produttiva (col fine della vendita diretta).

I risultati che ci attendiamo di ottenere al termine dei 36 mesi sono:

1. La costituzione di una popolazione eterogenea evolutiva di soia (Glycine max L. Merr) a bassi fattori antinutrizionali adattata al contesto locale (sito specifica) in 4 aziende aderenti al progetto;

2. l'adozione di tecniche di coltivazione innovative, anche con la trazione animale, volte a valorizzare le caratteristiche e la definizione di Linee Guida agrotecniche aziendali utili alla coltivazione delle popolazioni eterogenee, alla riduzione dei costi di produzione e alla valorizzazione dei fattori di produzione aziendali con lo scopo di innalzare i redditi aziendali;

3. sostenere il livello di cooperazione tra le aziende sia nello scambio di competenze sia nella definizione di accordi di filiera con specifico riferimento alla produzione mangimistica e alla gestione del sistema sementiero locale della popolazione di soia;

4. l’utilizzazione diretta in azienda del materiale prodotto e la definizione di Linee Guida di somministrazione di mangimi a base di trasformati di soia utili alla preparazione della razione di mangime per ovini e avicoli direttamente in azienda.

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Lombriasco 9.7.2021

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Fiano 30.5.2021

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Pianezza 3.7.2021

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Ogm si ogm no, nel mirino la soia

- agosto 2016 - 

 

Sembra incredibile ma in una traballante comunità europea cè ancora qualche burocrate ( e certamente qualche potente lobbie ) che insistono sugli ogm. E così capita che lo scorso 22 luglio la Commissione europea ha annunciato con un suo comunicato stampa di aver autorizzato tre semi di soia OGM per uso alimentare e mangimi (non coltivazione): si tratta della soia MON 87708 x MON 89788, soia MON 87705 x MON 89788 e soia FG72. 

Per questi OGM, né il Comitato permanente né il Comitato di appello erano riusciti a raggiungere la maggioranza qualificata a favore o contro l’autorizzazione; pertanto, come di consueto, è stato l’Esecutivo dell’Ue ad adottare le decisioni in sospeso.

Ricordiamo che il Parlamento europeo a febbraio 2016 aveva adottato tre obiezioni relative ai tre tipi di soia geneticamente modificata resistenti agli erbicidi, chiedendo alla Commissione europea di ritirare i suoi progetti di decisioni di autorizzazioni per l'utilizzo di tali OGM in alimenti e mangimi.

Potremmo ora scrivere, disquisire, commentare e tutto quel quel che si vuole su questa autorizzazione che certamente avrà effetti negativi sull agricoltura, in particolare quella europea. Preferiamo invece vederla come un'occasione da non perdere per valorizzare quanto concretamente si sta facendo da qualche anno nei campi da parte di contadini ed agricoltori nel belpaese nella direzione diametralmente opposta: soia non ogm, popolazioni di soia non ogm, a basso fattore antinutrizionale. Quindi fruibile per l'agricoltura contadina per chi vuole coltivare, raccogliere ed utilizzare soia che non necessita l'abbattimento termico.

Nel nostro piccolo sono due anni che abbiamo cominciato, a partire da alcuni etti che ci sono stati ceduti a fini sperimentali dall università di Udine e dalla RSP, a testare e riprodurre semi di soia. Ci siamo confrontati nell' ultima edizione della Babele di Semi, quella 2016, sulle tecniche di coltivazione senza utilizzo di chimica di sintesi ed a bassi input meccanici. Confronto che è avvenuto a ragion veduta, preceduto da un anno di coltivazioni di quella soia culminato nell'incontro in campo dello scorso autunno presso una parcella lavorata con la trazione animale e trebbiata con una trebbia parcellare.

Scriviamo queste cose principalmente per due motivi. Primo perchè non vogliamo imitare il pavone e farci belli dinanzi agli spettatori ma per dire che si può fare e che va fatto. Secondo per dire chiaro e tondo che questo lavoro va avanti al punto che si è allargato qui in Piemonte ad alcuni contadini, individualità, associazioni ed istituti agrari che nel 2016 han deciso di condividerlo con l'Asci : semine di parcelle in vari siti sparsi sulla regione, parcelle di comparazione ma sopratutto per tutti l'impegno di riprodurre questi tipi di soia per raggiungere una quantità di materiale vegetativo per cominciare, speriamo, il prossimo anno con semine più ampie e poi per costituire una popolazione. Dell' andamento delle coltivazionil 2016 ne parleremo nei mese di ottobre presso i mercati asci di Torino ed Avigliana.

Insomma ancora tanto da fare ma l'idea quantomeno pericolosa di autorizzare tre tipi di soia d parte della Commissione europea è per noi e per tutti quelli che credono in un' agricoltura senza ogm un buon motivo per impegnrasi ancora di più. Vedremo nei campi chi ci stà.

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Fiano 29.9.2021

Interventi dei prof Miceli (univ Udine) e prof Reyneri (univ Torino) ad Una Babele di Semi 2016